Il Black Friday, l’etica sottaciuta dai cash

Mentre Amazon & Co “sfruttano” i loro dipendenti e i corrieri annunciano lo sciopero, io continuo a comprare e, come tutti voi, francamente me ne infischio.

Lo so. Attirerò le critiche buoniste dei bacia banchi della domenica mattina, ma la realtà è questa: quando possiamo spendere poco l’etica passa in secondo piano. E lo scrivo con cognizione di causa, conscio di un senso di colpa che comunque non cambia le cose.

Non perderò tempo a citare cosa accade nei dietro le quinte di questo grande fenomeno commerciale che dall’America ha contagiato il globo. Per quello vi rimando ad un articolo del Fatto Quotidiano, scritto da Francesca Fornario. Né tanto meno riproporrò quanto dichiarato dai dipendenti stessi di Amazon che denunciano turni di lavoro sfiancati, etc. etc.…

Quello su cui voglio farvi riflettere oggi è che non possiamo essere così naïve da credere di spezzare questa maledizione consumista astenendoci dall’acquisto. La questione tratta un problema molto più ampio: un’interdipendenza a più livelli che impedisce a ciascuno di noi di uscire dal circuito anche perché – non dimentichiamolo – è proprio questo sistema a fornire buona parte del benessere tipicamente occidentale di cui sentiamo intrinsecatamene l’esigenza.

Non ci credete? Siete ancora convinti che tutto sommato sia una polemicuccia da quattro soldi per qualche giorno in più di straordinari? Ebbene, lasciatevi il Black Friday alle spalle e parlate coi commessi dei supermercati o coi camerieri che a Pasqua, Natale e Capodanno servono voi e le vostre famiglie, col sorriso stampato in faccia. Lo considerate un servizio dovuto, vero?

Purtroppo non si può nemmeno farvene una colpa, perché alla fine, se quegli stessi dipendenti non avessero da lavorare, probabilmente, farebbero lo stesso: uscirebbero a cena con le proprie famiglie e farebbero la spesa per il cenone di Natale occupando le corsie fino all’orario di chiusura.

L’ho fatto pure io, ripromettendomi che avrei trovato un modo alternativo, ma quando un servizio è comodo anche le buone intenzioni passano in secondo piano.

E se tutto questo dovesse indignarvi allora avrei raggiunto il mio scopo, altrimenti non preoccupatevi più di tanto: se abbiamo giustificato Nike, potremmo farlo anche con Amazon.

Buono Shopping a tutti! (Marco Amato)

2 commenti

  1. Continuo a non vederci niente di male se un sistema flessibile di turni e lavoro occasionale venga ben integrato. Da studente squattrinato ero ben felice di lavorare la domenica al supermercato o sarei stato ben felice di mettere da parte qualcosa a capodanno. Se fanno lavorare una persona 7 giorni è sbagliata la gestione, non il fatto generale che si lavori nei giorni di festa.

    1. Grammatica carente, ma sono a pranzo

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